sabato, settembre 20, 2014

Mercoledì 10 settembre - Real Katenaccio - Foschini and Friends 7 a 3

Vittoria 7 a 3 per il Katenaccio contro una selezione guidata da Giuliano Foschini. Partita mai in discussione, e condizionata abbastanza apertamente dall'assenza di un portiere di ruolo nella squadra avversaria. Tra i pettirossi, Cruz risponde alla disperata convocazione otto minuti prima di scendere in campo, a causa di un bidone 28 minuti prima di scendere in campo (articolo 1230 del codice penale): è già uomo Stagnola Sky per questo gesto eroico, ma poi merita ampiamente la palma con una prestazione eccellente. Insospettabile l'intesa tra Soda e Marcolinho in avanti, con Stagnola a spezzare in due la difesa avversaria con le sue fughe sulla destra. La difesa, sulla carta il reparto più fragile, tiene botta piuttosto agilmente del forte attacco che aveva di fronte: i tre gol subiti sono figli di infortuni individuali più che di errori tattici.

Finale pesantemente condizionato da una discussione inutilmente accesa, con scambi di "complimenti" tra le squadre e Giuliano che lascia il campo per protesta, facendo calare il sipario su una partita che comunque aveva già preso una direzione piuttosto chiara.

Chila 6: partita molto positiva condizionata da due episodi. Uno oggettivo: un errore in occasione di uno dei tre gol subiti. Uno soggettivo (nel senso che lui difenderà la posizione fino all'ultimo e io lo cazzierò soprattutto perché avevamo ragione): alza inutilmente il tono della discussione a margine di qualche parola di troppo, facilitando la fine anticipata della partita. Gli hanno detto che non scopa: considerando che non vedrà queste pagelle prima di 48 ore, penso che non si debba aggiungere altro.

Fulvio 6.5: partita senza grosse sbavature. È lì, rischia poco e nulla, si fa trovare quando serve, quando può fa ripartire la manovra. Si trova bene con Chelino quando arriva sulla sua fascia di competenza, anche se non può spingere per l'eccesso di traffico. Poteva essere schiacciato dalla grande mobilità dell'attacco avversario, alla fine vince ai punti.

Duni 6: non sa giocare d'anticipo, negli uno-contro-uno aerei ha la capacità di coordinazione di una tartaruga. Di base ci sarebbero tutte le condizioni per subire. E invece gioca una partita di grande diligenza: dal centro non si passa praticamente mai, guida il reparto, chiude a sinistra quando Cruz spinge. La stupidità con cui si fa fregare da Bino in area dopo avergli rubato il pallone è però una roba peggiore del Napoli contro l'Athletic Bilbao.

Cruz 7.5: (uomo stagnola Sky): premio assegnato prima del fischio d'inizio, prima volta nella storia, a causa di un salvataggio da un bidone criminale di Rocco, bidone annunziato con un preavviso che avrebbe ucciso tutti. Lui però risponde, si mette a fare il terzino sinistro (ufficialmente il suo ruolo preferito), gioca con i compagni, segna, lancia, passa, fa la differenza. Quasi da dargli due premi al prezzo di uno.

Soda 7: è la grande, e assai piacevole sorpresa di giornata. I fraseggi con Marco non fanno rimpiangere Vito, pur essendo due giocatori completamente diversi. Spazia su tutto il fronte d'attacco, dialoga con Cruz e Chelino, si butta in area, segna e fa segnare. Un solo errore piuttosto importante sul primo gol avversario. Comunque tanta roba.

Stagnola 7.5: è in modalità diavolo della Tasmania. Battezza la fascia destra, parte dal centro, punta l'uomo e lo supera quasi sempre. Torna a centrocampo a inseguire, non commette il consueto errore di generosità ed è raramente fuori posizione. Paradossalmente è proprio la sua devastante capacità di fare la differenza (e qualche contrasto ruvido di troppo) a generare l'inizio della fine del match, ma lui stavolta non ha colpe.

Marco 7: in una porta senza titolari di ruolo e in una difesa tanto trafficata quanto lenta, il nostro centravanti ha gioco fin troppo facile. Peraltro riceve più passaggi del solito, anche in ragione di un'insolita predisposizione del Katenaccio di giocare palla a terra e con passaggi corti. Chiude il match con la consueta ottima impressione.


venerdì, settembre 19, 2014

Mercoledì 17 settembre: Real Katenaccio - Factory 4 a 2

Il Katenaccio batte una rappresentativa del Factory per 4 a 2 al termine di una partita non entusiasmante dal punto di vista tecnico. O almeno, ciò è stato vero fino allo 0 a 0, quando Fulvio decide di spazzare la noia con un disimpegno sciagurato che ha portato al vantaggio avversario.

A quel punto i pettirossi, come spesso accade, si sono ricordati che il calcio è quello sport in cui occorre segnare un gol in più dell'avversario (o subirne uno di meno, forse a noi è più adatta questa variante) e hanno deciso di imitare la Roma, che nel frattempo ne piazzava cinque in Champions.

Fulvio Maicon si riscatta con un assist al bacio per Marco Iturbe. Poi assist di Duni per Silvio Milanetto (diciamo Nainggolan, ma la verità è un'altra) che risolve un flipper. Punizione di Marco con deviazione e gol della sicurezza, ancora di Marco, su assist esagerato di Silvio (che nel frattempo aveva preso due pali con un solo tiro eccezionale, e si era conquistato il premio stagnola Sky).

Nel finale arriva un rigore avversario a sancire il risultato finale.

Chila 7: una parata su un colpo di testa a botta sicura a due metri dalla linea di porta è già in nomination come migliore parata della stagione. Per il resto è praticamente impeccabile. Parate decisive quando serve, dà tranquillità al reparto, non rischia sulle palle inattive (l'uomo del palo ha detto sì). Pensate, non ha neanche litigato con gli avversari, anche se Cruz gli aveva servito l'occasione su un piatto d'argento. Come fai a non amarlo?

Max 7: se fossi il responsabile marketing del Katenaccio (ah, lo sono? Carofiglio, facciamo due manifesti?) farei una campagna con lui testimonial. È l'essenza della nostra ignoranza: corsa, lotta su tutti i palloni, calci dati, calci presi, urla sovrumane. L'avversario di giornata è tosto, alto, forte e bravo con i piedi, ma non segna e non c'è verso. Causa il rigore del 4 a 2 finale, ma questi sono gli inconvenienti del mestiere.

Fulvio 5.5: un errore da matita blu parzialmente ristorato da un assist clamoroso in occasione del primo gol, che conferma una certa e inesplorata attitudine da ala del nostro terzino Rai. Ma in generale sembra fare fatica contro squadre molto toste fisicamente come quella del Factory. Il grosso delle insidie di giornata arriva dalla sua fascia. Lui comunque non perde mai la calma.

Duni 6: la siderale distanza dal peso forma e le sveglie all'alba creano tutte le condizioni per disputare la sua peggior stagione, dopo aver (forse) disputato la sua miglior stagione l'anno scorso. La quantità di disimpegni elementari sbagliati ricorda i tempi d'oro in cui, complice anche l'assenza di lenti a contatto, non riusciva a mettere insieme tre passaggi giusti di seguito. Eppure, nonostante sia la morte del calcio, riesce comunque a presidiare decentemente la sua zona di competenza.

Cruz 5.5: come già detto e stradetto, la partita no del nostro genio e sregolatezza la riconosci dalle piccole cose. Al minuto 7 dice "questo è scemo" a un avversario che lo sbatte contro le reti di protezione, inizia una semi-rissa, per fortuna risolta, e a quel punto smette di correre e inizia a passeggiare. Ondeggia tra stucchevoli mosse in solitaria, eccellenti idee da lontano e assist che solo lui può immaginare. Se giocasse di più con la squadra riceverebbe molti più palloni e vincerebbe le partite quasi da solo.

Borghezio 7.5 (uomo stagnola Sky): tre enormi meriti. Fa reparto (centrocampo) da solo. Trova un assist da categoria superiore dopo un'ora di gioco, mettendo Marco da solo davanti al portiere per il gol ammazza-speranze degli avversari. Realizza la migliore azione individuale della giornata con uno splendido tiro da fuori che riesce a prendere palo sinistro e palo destro, rigorosamente interni. Segna pure. Il migliore in campo per acclamazione.

Marco 7.5: un gol alla Van Persie, un gol abbastanza a culo, un gol da condividere con Borghezio, il solito lavorone di corsa, sponda, recupero di lanci arquati di Chilavert, tentativo di controllare in modo decente le fionde di Duni e così via. La solitudine dei numeri primi. Quando lui è in forma, la squadra va molto meglio. E lui è in forma da un annetto.










martedì, settembre 09, 2014

Real Katenaccio - Diretta Gol: 6-1

Ricomincia la stagione di partite per il Real Katenaccio, dopo una prima sgambata interna tra Attacco e Difesa(vinta in maniera abbastanza netta dall'attacco): I Diretta Gol per la prima volta ci sfidano e noi di buon grado accettiamo.

Per la prima volta il Katenaccio trova di fronte a se una squadra che oltre ad avere nei suoi giocatori molta velocità e tecnica, gioca con un modulo diverso dal solito 3-2-1 e questo sebbene possa sembrare una pura formalità sul campo mette in crisi l'intera difesa katenacciara non abituata a subire contropiedi portati avanti da più di 2 persone.
I primi 10 minuti sono di stallo e studio delle due squadre, fino all'infortunio di un avversario costretto a lasciare il campo per almeno 15 minuti; di lì in poi il Katenaccio trova più spazi per attaccare e complice anche gli avversari un po' egoisti ed un po' imprecisi sotto porta riesce a mantenere sempre il vantaggio in maniera tranquilla.
Un unica incertezza difensiva regala il gol della bandiera ai Diretta, che ad onor del vero impattano anche contro un Chila in splendida forma.
Il risultato finale è un tennistico 6 a 1 con i 3 gol di Marco e un gol a testa di Silvio, Rocco e Vito.

Chila 8( premio stagnola Sky): Se il risultato finale è così ampio è anche merito delle sue parate. Concentrato fino alla fine della partita, soprattutto quando il katenaccio cede un po' fisicamente e c'è più lavoro per lui.
Per tutta la gara anche un sorriso in più per merito dell'uomo sul palo sempre presente e al suo servizio

Rocco 6,5: Gioca come terzino destro ma la sua propensione è attaccare. la sufficienza è piena perchè da una grossa mano agli attaccanti, ma mezzo voto in meno per la fase difensiva che a volte è imprecisa, a volte manca proprio.

Mimì 7: Tre giorni a Bari e non ci pensa su due volte a mettere gli scarpini e scendere in campo. Gioca sempre d'anticipo sugli avversari e quando può cerca di impostare l'azione da dietro. si concede anche lui qualche sbavatura anche a causa del risentimento alla caviglia.

Max 6,5: senza infamia e senza lode. molto preoccupato a difendere più che attaccare, spesso impreciso nell'impostazione del gioco, guadagna mezzo voto in più per gli ultimi 10 minuti della partita quando c'è da sbattersi un po' di più dietro insieme a Mimì e Chila.

Vito 6,5: in attacco con Marco è una mina vagante, gioca bene sia di sponda sia negli spazi. l'unica pecca è che non aiuta molto Silvio a centrocampo e lascia molti spazi agli avversari.

Silvio 7: Nonostante il recente premio vinto "Omar Milanetto", corre per tutta la partita appoggiando la manovra, impostando le ripartenze e aiutando non poco la difesa nei momenti più critici. solo leggermente impreciso sotto porta.

Marco 7,5: 3 Gol e tanta sostanza per un squadra che nei momenti più difficili della gara si affida alle sue sponde, ai suoi dribling e le sue cannonate.

sabato, luglio 19, 2014

16 luglio 2014 - Katenaccio-Nardullese and friends 10 a 2

Facile vittoria del Katenaccio su una selezione curata da Mario Nardulli. Partita mai in discussione, con il Katenaccio che gioca una partita di rara praticità, con tante verticalizzazioni, una serie di bombe di Marco, Vito che si mangia i suoi soliti 4-5 gol davanti al portiere e Chila, splendido, tradito solo a 10 minuti dalla fine quando pregustava una partita senza reti subite.

Squadra compatta in tutti i reparti, con qualche sbavatura ma comunque assai positiva. Gli avversari invece sembrano poco assortiti e poco abituati a giocare insieme, e fanno molta fatica a far girare la palla e a far dialogare i giocatori più offensivi.

Chila 7: partita solidissima. Poco impegnato nella prima mezzora, molto di più nella seconda, quando gli avversari iniziano a spingere e a giocarsi il tutto per tutto. Fa due o tre interventi difficilissimi prima di essere infiocinato da due gol imparabili (il secondo, in particolare, molto bello). Peccato, perché è andato a un passato dalla rete inviolata.

Max 7.5: prosegue la sua miglior stagione nel Katenaccio. Fa reparto da solo, arriva dove i compagni di reparto non riescono ad arrivare, praticamente non perde un contrasto (figurarsi i contrasti aerei). Lui sarebbe diventato mediano, nel frattempo, ma nell'attesa del rientro di Mimì continua a inanellare partite eccellenti a guida del pacchetto arretrato.

Angelo 6: partita un po' sacrificata in difesa e con qualche problema di posizionamento con Taz-Chelino, che è attratto in modo pressoché irreversibile verso la sua "fascia" destra e spesso si trova a scontrarsi con il terzino titolare e, in alcuni casi, anche a perdere qualche pallone di troppo. Partita comunque positiva, senza grossi acuti e senza grossi danni.

Duni 6: fuori forma, cerca di stare dentro la partita senza fare troppi danni. Gioca molti palloni, ne sbaglia troppi, ma fa partire anche qualche buon contropiede. In difesa non è tatticamente alla sua altezza, ma si fa trovare quando serve. Con una partita "normale" di Max e di Chila, i suoi limiti sarebbero forse emersi con più nettezza.

Chelino 6.5: è il classico giocatore che piace ai tifosi. Corre, urla, strepita, ci mette il cuore. Ed è il classico giocatore che piace agli allenatori perché si sbatte. Ciò detto, Stagnola non solo urla, ma riceve le urla disperate dalla difesa: volevamo un mediano, abbiamo un terzino, una mezzala, un incursore, un centometrista. Per fortuna ci possiamo permettere tutta questa roba senza grossi scompensi.

Vito 7: il suo principale merito (e che merito!) è far trasformare Marco in Van Persie, ma vale anche il contrario. Insieme sono Batman e Robin, da soli rendono meno entrambi. Ci sono cose che cambiano in meglio, tipo druido miracoloso e pozione di Obelix, e ci sono cose che non cambieranno mai: sbagliare 4 gol a due metri dalla porta genera commenti irriferibili provenienti dal pacchetto arretrato (ti vogliamo sempre molto bene).

Marco 8 (uomo stagnola Sky): segna da ogni posizione, in ogni condizione e a ogni ora. Sinistro destro dopo un errore dopo un assist di prima di seconda. La difesa avversaria non è esattamente irresistibile, ma lui ottiene molti risultati non mollando mai, vincendo contrasti, impegnandosi fino alla fine. Uomo stagnola Sky per acclamazione, ché manco i congressi di Forza Italia con Berlusconi erano così scontati.







venerdì, luglio 04, 2014

3 luglio 2014 - Katenaccio - L'Apecorina 3 a 5

Sconfitta irritante del Katenaccio contro L'Apecorina al termine dell'ennesima sfida all'ultimo tiro in porta, che oramai rende questo match un vero e proprio classico. Sconfitta irritante perché tranquillamente evitabile, come buona parte delle partite (per fortuna non tantissime) perse quest'anno. 5 a 3 il risultato finale, con la partita in bilico fino alla fine. Ma che non fosse la serata giusta, si era capito praticamente subito. Dopo circa 15 minuti Cruz, partito nel suo nuovo ruolo di terzino sinistro (a lui gradito) inizia a fare il centravanti senza avvisare nessuno. Poi non riuscirà a fare l'uovo da nessuna parte, la squadra cambia posizioni 4 volte pur di assecondarlo, ma quando va così non c'è niente da fare. La difesa tiene, l'attacco è praticamente inesistente. Grandissimo impatto di Lele, all'esordio col Katenaccio. Due gol da difensore centrale, uomo stagnola Sky.

Chila 6.5: para quasi tutto il parabile, salva troppo spesso situazioni nell'uno contro uno ravvicinato, non riesce a parare davvero tutto, ma insieme a Lele è l'unico che può uscire dal campo senza particolari rimpianti. Unica nota negativa (in concorso di colpa con l'attacco): non riesce mai a far partire azioni pericolose con i suoi consueti lanci immediati.

Lele 7 (uomo stagnola Sky): all'esordio assoluto con il Katenaccio e in un match storicamente molto fisico, gioca con assoluta personalità, testa alta e alla fine è nettamente il più pericoloso della nostra squadra. Da centrale, in un paio di sortite offensive generate da palle inattive, segna due gol pressoché identici e da posizione impossibile. Butta per aria parte della sua eccellente partita cincischiando con Riccio in occasione dello splendido gol di Angelo per il 5 a 3 che chiude l'incontro.

Duni 6: in un'ora cambia ruolo almeno cinque volte (e non è il solo). Per forza di cose diventa esperto di diagonali, giocando una partita più che sufficiente dal punto di vista difensivo, anche se una deviazione sul secondo gol e un contrasto perso sul quarto appannano in parte una prova comunque generosa.

Chelino 6: mezzi fisici oramai strabordanti (sta come il toro!), ma questa volta manca il grande impatto sulla partita. La squadra perde la calma troppo presto a causa del comportamento di Cruz, e lui (come troppo spesso accade) è quello che la perde per primo. Alterna fasi di agonismo puro a fasi sostanzialmente irrilevanti. Molto meglio in difesa che in fase offensiva. Soffre (come tutti) le costanti rotazioni per provare a tenere un equilibrio in campo.

Cruz 4: contro L'Apecorina servono 7 giocatori concentrati per un'ora. Non ci possiamo permettere il lusso di giocare con un problema mobile, specie in una squadra con tanti innesti e senza centravanti. È il nostro Balotelli: se volesse sarebbe il più forte di tutti e vincerebbe le partite da solo. Purtroppo, troppo spesso, non vuole. A fine gara, negli spogliatoi, riconosce di aver fatto danni. Almeno questo.

Riccio 5: è il grande, grandissimo rimpianto di giornata. Generoso, bravo negli inserimenti, veloce. Ma allo stesso tempo inconcludente, incapace di vedere la porta, a volte solo e a volte fin troppo in compagnia. Con una sua prestazione concreta ci saremmo permessi il lusso di gestire il Cruz di giornata, ma al referto finale mancano proprio i suoi gol.

Vito 5.5: un po' come nel caso di Cruz, si capisce subito se le sue partite saranno incanalate nel verso giusto. Sente la mancanza di Marco, sente in generale la mancanza di assistenza e fa ciò che un leader deve fare: provare a cercare la porta. Fino a qui, tutto bene. Il punto è che ci sono giornate in cui potrebbe tirare 20 volte, e non segnare mai. Un gol lo fa (per altro su un errore di controllo del difensore avversario), ma quanti ne sbaglia.











sabato, giugno 21, 2014

19 giugno 2014 - Katenaccio - Abba's 4 a 8

Dopo un'ottima vittoria, arriva una sconfitta senza appello. Katenaccio sconfitto 8 a 4 contro gli Abba's. Pettirossi mai davvero in partita, subissati soprattutto dal punto di vista fisico. Avversari più veloci, più forti fisicamente, sembravano avanti anche dal punto di vista tecnico. La nostra squadra è risultata sfilacciata e spaccata in due. Molti errori su palle inattive, qualche sfortuna di troppo e molte imprecisioni in fase di costruzione.

Non ci sono solo brutte notizie, però: è arrivato il fondamentale ritorno in campo di Mimì dopo mesi (qualche dolore, ma il recupero è ufficialmente iniziato).

Chila 6: non è lui il principale imputato della sconfitta (una sconfitta collettiva, come raramente si è vista), ma non è nemmeno lo strepitoso portiere della settimana scorsa. Qualche errore di posizionamento si affaccia tra una parata e l'altra. Qualche rilancio sbagliato di troppo è sintomo probabilmente di una frustrazione che tutto il pacchetto arretrato vive dopo un'ora di inutili rincorse all'avversario.

Boezio 6: parte in mezzo al campo e sembra troppo spesso sovrapposto al Puma. Due registi sono davvero troppi per una partita del genere e così, viste anche le difficoltà di Fulvio come centrale puro nel tentativo di difesa a due, è richiamato dietro, dove di fatto è il migliore del reparto. Fa quello che può per contrastare Abba, qualche problema di movimenti con i compagni di squadra, soprattutto per le diagonali, ma si impegna fino in fondo ed è uno dei meno peggio dei nostri.

Duni 5: se nella settimana precedente aveva letteralmente chiuso a chiave la fascia, stavolta non ci riesce proprio. Dalle sue parti gioca il migliore in campo, il numero 8 avversario, che poi semina il panico anche quando va per vie centrali o a destra. Col senno di poi, avrebbe dovuto menare molto di più, ma era pur sempre un'amichevole. Poco presente anche in attacco.

Mimì 6.5: rivederlo in campo è meraviglioso. Ovviamente non può rischiare né forzare, non fa grossi contrasti né altrettanto grossi scatti. Fa tre spezzoni di partita, molla quando il dolore aumenta e rientra quando il dolore cala. Cosniderando che avremmo dovuto vederlo in campo in autunno, il suo arrivo nel penultimo giorno di primavera è davvero una splendida notizia, che peraltro aumenta le opzioni tattiche del Katenaccio al termine di una stagione molto positiva.

Fulvio 5: in partite su ritmi bassi lui può fare la differenza. Quando gli avversari però arrivano in quattro, e a tutta velocità, lui fa una tremenda fatica. Non riesce a fare l'uovo praticamente da nessuna parte, né al centro né a destra. La squadra prova ad adattarsi e a sostenerlo, ma la partita prende da subito una piega che non si riesce a invertire in nessun modo.

Puma 5 (premio stagnola Sky alla carriera): torna dalla Svizzera e scende in campo con la fascia da capitano, ma anche per lui la partita si mette male da subito. Spesso aggredito, non riesce a lanciare suo fratello. Quando salta l'uomo non vede la porta. Quando gioca spalle alla porta per impostare riesce raramente a girarsi. Vince il premio stagnola Sky per acclamazione, sperando che non sia davvero un premio alla carriera. Puma torna in Italia, che ti dobbiamo far correre!

Rocco 6.5: esordio positivo con il Katenaccio. Ci si incaponisce a vederlo come terzino all'inizio, ma sarebbe come mettere Cerci accanto a Barzagli. Quando è coperto da Fulvio ha più margini di manovra e le uniche azioni pericolose della nostra squadra passano da lui. Purtroppo alterna grandi azioni ad altrettanto grandi pause. Da riprovare con noi, in ogni caso, magari con più copertura difensiva e più libertà di manovra.

Marco 6: in teoria avremmo un'ala (Rocco), un Perrotta (Puma) e un altro con i piedi buoni (Boezio), ma alla fine il Van Persie di Via Campione conduce una partita in assoluta solitudine, contro avversari che picchiano e non si tirano indietro. A dirla tutta, quest'anno ci aveva abituato a risolvere partite anche in queste condizioni, magari con il colpo da maestro su palla inattiva. A sto giro fa quel che può, ma soffre anche lui di questa specie di indolenza collettiva che poi ha colpito anche l'Italia contro il/lo/la/i/gli/le Costarica.








giovedì, giugno 12, 2014

Katenaccio - Gianvito and Friends 2 a 1

Dopo un mese e un mezzo di non-calcio, siamo ritornati in campo.

Il Katenaccio fa una partita tipicamente da Katenaccio (anche perché eravamo senza la prima punta) e batte 2 a 1 gli osticissimi avversari di Gianvito and Friends. I pettirossi giocano nella propria metà campo per tre quarti di partita, ma subiscono un solo gol (su grave violino del pagellista Duni), anche grazie alle splendide prove di Chila e Max (uomo stagnola Sky). I gol nostri arrivano dopo lo svantaggio, con Vito (e mezzo autogol di Gianvito) e con una bomba su punizione di Max. Sempre il pagellista rimedia alla cacata procurandosi un calcio di rigore, che l'ottimo Chila, in versione Chilavert 100%, sbaglia calciando centrale. Barricate finali e tutto a posto.

Chila 7: partita meravigliosa, da migliore in campo. Para tutto: tiri ravvicinati, tiri deviati, uscite alte, uscite basse. Non sbaglia praticamente nulla. Sul finale prova però a complicare la vita a quei miracolati dei suoi compagni di squadra che, non si sa bene come, stavano riuscendo a vincere. Il terzino Duni si procura un rigore nettissimo (incredibile!) e contestatissimo (e figurati), polemiche a non finire per l'assegnazione che il nostro portierone, da par suo, risolve calciando forte, centrale, sbagliato. Giusto il tempo di fare altri 10 minuti di veleno.

Max 7.5 (uomo stagnola Sky): è uno dei due protagonisti di giornata insieme a Chila, ma è più decisivo quando serve, e dunque porta a casa il premio di migliore in campo. Sostanzialmente perfetto sul suo avversario diretto, alto e forte come lui, ma che deve aspettare un errore piuttosto casuale per segnare l'unico gol dei Gianvito and Friends. Oltre agli indiscutibili meriti difensivi, trova anche il gol della vittoria con un terra-aria su punizione. Si conferma, insieme a Marco, il miglior katenacciaro della stagione.

Fulvio 6.5: per certi versi è la sua partita della consacrazione con i pettirossi. La prima senza cali di tensione, con personalità e anche con qualche buona (e sfortunata) incursione sulla fascia destra. Gli avversari fanno più danni dalle sue parti che da quelle di Duni, ma lui rimane calmo, sbaglia poco e si fa trovare quasi sempre pronto. Inizia ad abituarsi alla difesa a tre e alle diagonali, e diventa una soluzione sempre più interessante per la nostra difesa.

Duni 6: se non avessimo vinto avrebbe meritato l'onta dell'unico voto insufficiente del Katenaccio, ma alla fine il suo violinazzo in area di rigore dopo quattro rimpalli, determinante per il gol avversario, non ci fa perdere. Per il resto partita molto statica e difensiva, ma anche ben poco rischiosa. Gli avversari riescono ad arrivare a fondo fascia sì e no tre volte, e sono così obbligati a lanciare almeno 20 palloni in area dalla tre-quarti, con scarsi esiti. Molto bravo a procurarsi il rigore nel finale, poi sprecato malamente.

Boezio 6: solo, solissimo. Si fa un culo a tarallo e bisogna riconoscerglielo, così come bisogna riconoscergli che è uno dei pochissimi a creare superiorità numerica nella nostra squadra. Rimarrà, però, più la quantità industriale di palloni persi nel tentativo di buttarsi tra le linee nemiche a colpi di tecnica, che le sue giocate (alcune splendide) in contropiede. Ma non è colpa sua, è che davvero lo abbiamo aiutato poco.

Angelo 6: dopo mesi come terzino destro (un ruolo che gli si addice sempre più), l'emergenza lo riporta a giocare più avanti. I primi 20 minuti da centrocampista non sono indimenticabili, e così il player-manager Duni urla un cambio di ruolo con Boezio, e qualche risultato in più si vede. Il bilancio della partita è tipico delle sue prestazioni: una marea di palloni recuperati e di contropiede innestati, ma anche una marea di errori per la troppa precipitazione. La sua prova è però di grande sacrifico e dedizione, dunque positiva.

Vito 6.5: "Oh, la scorsa volta mi hai messo cinque, questa volta ho segnato e mi sono procurato la punizione del gol del 2 a 1! Se non lo scrivi e mi metti un'insufficienza mi incazzo!". Detto, fatto. Senza Marco si sente orfano, la difesa avversaria era composta da marcantoni, c'è sempre qualche errore di troppo dalle parti dell'area avversaria, ma alla fine il tabellino dice che la sua prova è decisiva, dunque tanto di cappello.






domenica, aprile 27, 2014

24 aprile 2014 - Katenaccio-Saponetta League 10 a 12

Partita meravigliosa tra Real Katenaccio e una selezione della Saponetta League, 12 a 10 il risultato finale dopo una serie interminabile e incredibile di capovolgimenti di fronte.

Già in svantaggio di 4 gol dopo 20 minuti e totalmente in balia degli avversari, la partita sembrava andata. Poi un incredibile parziale di 6 a 0 per noi in 15 minuti ci ha riportato in vantaggio per tutta la parte centrale della gara. Poi il Katenaccio, di fatto, butta tutto per aria mangiandosi una quantità industriale di gol a due metri dalla porta (quattro pali!). Senza portiere di ruolo e con enormi problemi tattici (i pettirossi cambiano schema e giocano con due centrali, Duni e Alberto, per coprire meglio il campo), non ci si può permettere questo lusso.

E infatti, nel finale, gli avversari si buttano all'assalto e riescono a spuntarla. Rivincita già fissata fra due settimane.

Alberto 6: tiene molto bene il campo nel suo ruolo di centrale. Interessantissimo l'esperimento con Duni a fianco, il Katenaccio diventa una squadra di corazzieri, anche se ovviamente la velocità assoluta non è esattamente il punto di forza di questa soluzione. Interessantissimo quanto rivedibile: davvero inaccettabili i due gol di testa subiti nel finale su calcio d'angolo. Come Duni, patisce moltissimo (e alla lunga) la sfida a distanza contro avversari più forti e veloci. Certo, con un portiere di ruolo avremmo preso la metà dei gol, se non di meno...

Duni 6: partita molto generosa ma a tratti imperfetta. All'inizio, come tutti, non riesce a contrastare gli avversari. Poi è tra i migliori in campo nella parte centrale, quando il Katenaccio sembrava in grado di far tutto. Segna un gol (di destro!) e urla per tutta la partita. Nel finale, quando gli avversari decidono che devono vincere, crolla prima di tutto dal punto di vista fisico. Esce zoppicando ma, come tutti, a testa alta.

Fulvio 6: complice la difficoltà di Cruz a trovare la sua casella in campo, è obbligato ad adattarsi durante la partita e a interpretare diversi ruoli. Centrale, terzino destro, persino ala a un certo punto. L'affiatamento con i compagni di squadra continua comunque a crescere, gli errori tecnici diminuiscono, cresce il coraggio in fase offensiva. Regge l'urto di una partita che sarebbe stata difficile per tutti.

Cruz 6.5: mezzo voto in meno per il gol fantozziano che prende a inizio gara, pesantissimo poi nell'esito finale della gara. Fa un sacco di fatica nei primi 20 minuti, sembra la solita partita indolente di Cruz. Poi gioca 20 minuti da 9 in pagella. Segna, spinge, passa, semina il panico, domina la fascia sinistra. Nella parte decisiva della gara torna in una condizione di sostanziale anonimato. Le pause fanno parte del repertorio, comunque è in crescita.

Vito 5: è il grande assente del match. Non perché non riesca a essere nel vivo del gioco, ma per l'inconcepibile quantità di gol sbagliati a distanze anche ragionevoli. Avrebbe potuto lasciare il campo con sei gol e un nove in pagella, lo ricorderemo per aver faticato fisicamente contro avversari grandi e grossi e soprattutto per le sue urla di dolore sotto porta.

Borghezio 6: fa una partita tutto sommato simile a quella di Vito, ma segna di più. Riesce a essere nel vivo del gioco ma spesso sbaglia cose che di solito non sbaglierebbe. Ogni tanto rimane solo a fare gioco. Quando dialoga con gli altri (meravigliose le trame con Cruz, quando non si mandano a fanculo ovviamente) fa la differenza, come fa la differenza quando punta la porta. Fisicamente non è al massimo, ma il Katenaccio con lui migliora.

Marco 7 (uomo stagnola Sky): segna tantissimo, tira tantissimo, sbaglia tantissimo. Se avessimo vinto, mezza vittoria sarebbe stata sua. Abbiamo perso, deve accontentarsi del ruolo di migliore in campo. Eppure il confine tra sconfitta e vittoria passa anche dai suoi piedi. Ripeto, prendersela con lui per la sconfitta sarebbe una follia, ma un po' di lucidità manca a lui quando bisognava mandare a dormire gli avversari. 

domenica, aprile 06, 2014

Mercoledì 2 aprile 2014 - Katenaccio - L'apecorina 5 a 5

Pareggio che sa di vittoria per il Katenaccio: 5 a 5 il risultato finale contro L'Apecorina. Con una squadra in assoluta emergenza, senza mediano e con il settimo giocatore trovato alle 21.20 (causa bidone alle 20.40), e dopo una tremenda mazzata di due gol presi in tre minuti su altrettante deviazioni sfortunate di capitan Duni (non sono autogol!), la squadra è riuscita a ritornare dal 5 a 2 al 5 pari.

E forse, se fosse proseguita, avremmo potuto compiere l'impresa.

Caino 7.5 (uomo stagnola Sky): il migliore in campo, e di molto. Decisivo quando è tra i pali, riesce a contenere la marea avversaria a metà gara, cioè nel momento in cui i nostri sembravano poter cedere soprattutto dal punto di vista psicologico. Ma il suo impatto sulla gara è incredibile nei 10 minuti in cui entra in campo (con Fulvio in porta): la partita passa improvvisamente dal 5 a 3 al 5 pari, ma soprattutto gli avversari smettono di giocare.

Cruz 6.5: oramai rientrato pienamente nei ranghi del Katenaccio, fa anche qualche progresso rispetto alla partita precedente. Nel ruolo di terzino sinistro, che oramai sembra spettargli di diritto, continua a perdere un po' troppi palloni in fase difensiva ma riesce a giocare sempre meglio con gli altri in attacco. Fa un gol pazzesco (come sempre), nel finale è uno dei più reattivi nell'assedio che ci porta a un pareggio che sembrava impossibile solo a 15 minuti dalla fine.

Abba 6: chiamato dal player-manager Duni a giocare fuori ruolo (mediano), interpreta la parte come può. Giustissimo il suo atteggiamento prudente, ma fa fatica nel stare nel pieno della partita. Bene in interdizione, qualche difficoltà in più in fase di impostazione. Nel finale, quando Caino entra in campo e lui torna centrale, mette in sicurezza il reparto.

Fulvio 6: avrebbe avuto sei anche se non avesse azzeccato un pallone, avendoci salvato a cinque minuti dal fischio d'inizio. In ogni caso merita la sufficienza, fatto salvo un leziosismo di tacco che ci costa un gol che alla fine poteva risultare decisivo. Tiene bene la fascia (contro Simone non era affatto semplice), riesce anche a spingere con buona continuità. Bene così.

Duni 5.5: partita generosissima e sfortunatissima. Non fa veri e propri errori, ma è sul luogo del delitto in tre gol su cinque. Lascia mezzo metro al centravanti che trova lo spazio per segnare, devia con la schiena due tiri da lontano da fuori, spiazzando Caino. Rimane nel vivo del gioco, cambia tre ruoli (centrale, mediano, terzino destro), suona la carica nel finale, ma le sfighe non possono che pesare nel tabellino finale.

Vito 6: a parziale giustificazione, c'è da dire che gioca una partita al massimo delle sue possibilità. La squadra era spezzata in due per problemi tattici e di formazione, e lui rende al massimo quando è sostenuto dal centrocampo. Detto questo, è meno presente nelle azioni dei pettirossi. Quando gioca con Marco in velocità, però, fa sfracelli come sempre.

Marco 7: l'altro uomo della partita insieme al cugino Caino. Fa un sacco di fatica per quaranta minuti, quelli in cui il Katenaccio arriva nell'area avversaria solo a sprazzi. È pero determinante nella rimonta finale, dove ci mette il solito cocktail vincente della stagione 2013-2014: forza fisica, gioco di squadra, opportunismo. Nasce Van Persie, morirà Trezeguet?


sabato, marzo 15, 2014

13 marzo 2014 - Katenaccio - Rosafante 8 a 6

Il Rosafante fa la partita, il Katenaccio la vince tutto sommato con merito. Strepitoso l'asse centrale (Santarella - Carofiglio - Martinelli), ma il colpo di genio è del player-manager Amenduni che rivoluziona la squadra dal punto di vista tattico piazzando Cruz terzino sinistro, se stesso terzino destro (pur essendo mancino perso) e Chelino alla mediana. Squadra in equilibrio, vittoria portata a casa.

Andrea 7.5: in forma smagliante. Compie almeno quattro interventi impossibili con il centravanti avversario a due metri dalla porta, non compie errori rilevanti, finché la gamba lo aiuta riesce a rilanciare l'azione in maniera efficace (poi lascia le rimesse dal fondo ad Abba). È uno dei protagonisti assoluti della vittoria.

Cruz 6.5: nasce centravanti, ma è dalla posizione di terzino sinistro che il nostro talento più cristallino (e discontinuo) potrebbe regalarci le maggiori soddisfazioni. Tutti i pregi e i difetti rimangono inalterati (dribbling impossibili versus palle perse nella nostra metà campo con la squadra sbilanciata), ma la squadra non subisce scompensi impossibili e lui può fare e disfare a piacimento. Dal punto di vista tattico, resta sempre un lusso, ma avantieri la squadra ha risposto benissimo (e lui ha anche segnato).

Abba 6.5: era il giocatore che aveva più da perdere, ma porta a casa la pellaccia. Un'ora di bisticci con il portiere (che gli urla per tutta la partita perché è statuario e gli impalla la visuale), più di un problema contro attaccanti più veloci di noi, ma allo stesso tempo grande presenza atletica, nessun grave errore e un finale in crescendo. Se prende coraggio e autorità diventa un'arma in più per la nostra difesa.

Duni 7: mezzo punto in più e menzione speciale "Giovanni Trapattoni" per l'intuizione nel sistema di gioco che ci permette di vincere nonostante gli evidenti limiti strutturali. Chelino mediano è l'unico che poteva fare quello che ha fatto, Cruz non si è incasinato, la squadra ha retto. L'esperienza di terzino destro è alla fine vincente. Ci mette mezzora a capire come usare il sinistro e il destro, ma regge e mette a referto anche due salvataggi sulla linea.

Chelino 7.5: fisico tonico (grazie alle apnee di ogni forma e colore), tenuta atletica straripante, deve essere tenuto a bada perché va spesso fuori ruolo per eccesso di entusiasmo, soprattutto all'inizio. Dopo un centinaio di "torna indietroooo" si mette in ordine e da quel momento non ce n'è per nessuno. Quando ha due metri di campo e copertura tattica a sufficienza parte palla al piede, si allarga e diventa incontrollabile. Conquista sul campo il soprannome "Taz" (diavolo della Tasmania).

Vito 6.5: non è una partita semplice per lui, anche perché il Katenaccio ha spesso il baricentro molto basso (Abba gioca praticamente libero, i terzini spingono pochissimo). Per buona parte della gara è lasciato solo a recuperare palloni vaganti (alti, veloci, storti) e fa quel che può per tenere in piedi la baracca. Quando però riesce a scambiare con Marco, la musica cambia decisamente. La combo "sponda del centravanti + inserimento alla Perrotta" sta diventando la specialità della casa.

Marco 8.5 (uomo stagnola Sky): Duni in versione pagellista sta oramai sfiorando l'omosessualità calcistica. Un'altra prestazione monumentale. È l'unico che quest'anno riesce a fare reparto da solo. Fisicamente ha sempre meno problemi contro avversari alti, grossi, cattivi, veloci. Quando lo cerchiamo da dietro fa sempre la cosa giusta (o almeno ci prova). La sponda di petto di prima per l'incursore di centrocampo crea quasi sempre scompiglio e superiorità numerica. Migliore in campo, ma nettamente.

domenica, marzo 09, 2014

8 marzo 2014 - Memorial Giangi

Il Katenaccio giunge terzo nella seconda edizione del Memorial Giangi, migliorando il piazzamento dell'anno scorso (arrivammo ultimi, non ci voleva poi tanto) ma con lo stesso numero di punti: 3. Una vittoria e due sconfitte per i pettirossi che hanno perso per strada quasi mezza squadra nei giorni precedenti al quadrangolare e sono arrivati in campo con soli sette giocatori, senza un giocatore di fascia destra e con Soda che tornava in campo con noi esattamente dopo un anno.

Al netto delle attenuanti generiche, non abbiamo giocato le migliori partite della loro stagione, ma non abbiamo neanche subito tracolli clamorosi. Abbiamo esordito contro i Galletti, poi vincitori del torneo. 4 a 2 il risultato finale contro la squadra che, almeno per ciò che abbiamo visto noi, ha chiaramente meritato di vincere il torneo. Risultato giusto, ma il Katenaccio può ampiamente recriminare: Pierpaolo sbaglia un rigore sull'1 a 0 per gli avversari (una rarità), Marco centra un palo clamoroso su punizione, gli avversari segnano tre gol su quattro su rimpalli fortunosi.

Il crocevia del nostro torneo arriva a metà del secondo tempo della sfida contro i Paulista. Il risultato è fermo sull'1 a 1, gli avversari ci stavano prendendo a pallate ma il contropiede katenacciaro iniziava a far vedere il suo lato più malandrino. Max arriva in netto anticipo sul suo avversario diretto, ma subisce un fallo brutto e soprattutto evitabile. Finisce a terra, pianti di dolore, è costretto a uscire dal campo per quasi tutto il secondo tempo. Senza cambi, siamo in 6 contro 7 nel bel mezzo di un quadrangolare (con tutte le altre squadre con non meno di tre riserve). Gli avversari alzano il ritmo (e anche su questo si potrebbe fare un ragionamento), due gol in cinque minuti, match e torneo compromesso.

Nella sfida tra le cenerentole del torneo, il Katenaccio batte i Maltesi 4 a 3. Marco, fino a quel momento impalpabile, inizia a giocare, Pierpaolo ha più spazi, la squadra è quella che conosciamo, anche se nel finale arriviamo vicinissimi a buttare tutto per aria e siamo salvati dalla campanella di fine gara.

Gianluca 5.5: triangolare condito da una quantità fuori programma di alti e di bassi. Alterna parate molto apprezzabili a cali di tensione soprattutto in occasione di alcuni tiri bassi che lo sorprendono, praticamente in tutte le partite. Il resto del reparto difensivo, a sua volta in calo dopo una serie di prestazioni eccellenti, non lo aiuta dal punto di vista della reattività.

Ricky 5.5: è il sacrificato di giornata. Parte mediano nella configurazione originale (Soda centravanti, Marco terzino), ma quando capiamo che non funziona va a riempire la casella drammaticamente vacante: la fascia destra. Regge per quel che può in un ruolo non suo, ma non riesce a fare bene né la fase difensiva, né riesce a manovrare con la palla. Molto meglio (come tutti) nella terza partita. Voto 10 per la diagnosi medica in tempo reale dopo l'infortunio di suo fratello.

Max 6 (premio stagnola Sky): acclamato come migliore dei nostri da Mister Mimì e dal dirigente Santarella a causa della sua voglia di rientrare in campo dopo l'intervento da codice penale (ci riesce già nella seconda partita). Difficile tenere alta l'intensità per 90 minuti consecutivi contro avversari che corrono di più di te, lui fa quel che può, alternando grandi recuperi individuali a qualche sbavatura decisiva nel cuore dell'area.

Duni 6: uno dei più continui del Katenaccio, gioca tre partite di pari livello con gli stessi pregi e gli stessi difetti. Molto bene negli uno contro uno, benino nel presidio della fascia, poco bene in fase di impostazione, male in occasione del primo gol contro i Paulista: lentissimo a coprire in un errore che poi si rivelerà determinante nell'economia del quadrangolare.

Soda 5.5: torna a giocare con noi esattamente a un anno di distanza dall'ultimo memorial Giangi. Parte nella sua posizione consueta, centravanti, ma la squadra è oramai abituata a giocare con Marco e con una punta che gioca di sponda di prima, e l'amore non sboccia. Meglio da regista, bene quando gioca la palla in due tocchi, molto meno quando indugia troppo prima di liberarsene.

Pierpaolo 5.5: fa fatica, fa molta fatica, e lo ammette lui stesso. Sbagliare un rigore nella prima partita e sull'1 a 0 è tosta per chiunque. Non prova nemmeno a giocare nella sua consueta posizione di regista, quella che ha fatto fare il salto di qualità alla nostra squadra in questa stagione, tentando di fare l'ala a supporto di Marco (in assenza di altri incursori). Parte da sinistra, spesso con pochi spazi. I numeri sono i soliti, ma riescono molto meno. Nella terza partita, quando è già troppo tardi, cambia lo spartito.

Marco 6: non è la sua giornata e si capisce abbastanza presto. Quando è in forma, il ruolo non conta. Anche da terzino, in altre occasioni, è stato capace di arrivare alla porta. È più lento, meno preciso, forse non sa con chi giocare la palla. Il palo clamoroso su punizione nel primo match poteva cambiare tutto. Cresce piano piano con il torneo. Segna il gol contro Paulista ed è il migliore in campo contro i Maltesi. Serviva un Marco da 8, ma questa volta è stato semplicemente umano.




venerdì, marzo 07, 2014

5 marzo - Katenaccio - L'Apecorina 2 a 3

Non potevamo vincere per sempre. Ma perdere come abbiamo perso ti fa comunque un po’ girare i coglioni. Il Katenaccio perde di uno contro gli amici-cugini de L’Apecorina al termine di una partita tiratissima e in bilico fino all'ultimo secondo, con tanto di epica pioggia torrenziale nel finale. Gli avversari hanno fatto la partita e alla fine non hanno rubato nulla, ma resta l'onta dell'incredibile quantità di gol divorati (e di legni presi) sul 2 a 1 per noi. Avremmo potuto chiuderla da katenacciari doc, facendo le barricate e beffando gli avversari; alla fine la regola 'gol sbagliati gol subiti' è stata, come sempre, implacabile.

Misceo 7: a lui non si può rimproverare proprio nulla. Fa un paio di parate impossibili durante la partita, la pioggia non sembra condizionarlo più di tanto, raramente fa disimpegni errati. Prende tre gol su un rigore, un tapin a mezzo metro e un tiro deviato, ed è tutto dire.

Simone 6: gioie e dolori dalla fascia destra. Un giocatore con il suo scatto e la sua classe, capace di sfasciare in due gli avversari, torna a casa sì con un gol (figlio anche di un tacco sballato di Marco), ma anche con un’ingenuità grave sul rigore concesso agli avversari, un palo e la consueta sensazione che se alzasse un po’ di più la testa, ora commenteremmo un’altra partita.

Max 6.5: veleggiava serenamente verso l’ennesima consacrazione come migliore in campo, poi i cinque minuti fatali gli tolgono premio personale e vittoria di squadra. Arriva tardi sul due a due degli ospiti, non riesce a evitare il 3 a 2 (ma si poteva ben poco). Un’altra prestazione eccellente, ma vanificata dal risultato finale.

Duni 6: stava portando a casa una partita praticamente perfetta. Molto più difensore che ala (Riccio fa il bello e cattivo tempo sulla sua fascia), pronto negli anticipi, presente nelle diagonali, blinda la fascia. Ma basta lasciare un metro (e il piede favorito) al suo avversario diretto per portare gli avversari a pareggiare. Può un solo errore (neanche del tutto suo) compromettere tutto? Sì, può.

Ricky 5.5: i controlli sono degni del peggior Maurizio Martinelli, e abbiamo detto tutto. Non riesce mai a entrare nel vivo della partita (c’è da dire che dalle sue parti c’è molto, molto traffico), non riesce neanche a inserirsi con regolarità, è servito relativamente poco dai compagni sia avanti che dietro. Insomma, non fa l’uovo e gli manca la giocata individuale.

Riccio 5.5: da un lato ti verrebbe di riempirlo di kitemmorti per tutti i gol che si è mangiato solo davanti al portiere (c’è una specie di cucchiaio non riuscito che grida tuttora vendetta), dall’altro ti rendi conto che c’è stato in tutte le occasioni importanti, compreso un pazzesco incrocio dei pali a giro. Ci ha fatto perdere, poteva farci vincere.

Marco 7 (premio stagnola Sky): un gol, un assist voluto solo in parte, un impegno dannato sotto il diluvio universale, un gol mangiato, una marea di sponde in qualsiasi zona del campo e contro qualsiasi avversario. A campanella scaduta, va vicino al gol del pareggio. In partite del genere, di più non gli si potrebbe chiedere.

giovedì, febbraio 27, 2014

26 febbraio 2014 - Katenaccio - Gianvito and Friends 8 a 4

Il Katenaccio non si ferma più e fa il bis contro avversari storicamente ostici, a breve distanza e in condizioni ancora più complicate. Senza Chila, Max e Pierpaolo, i pettirossi indovinano l'inizio di partita perfetto. Il tabellino dice 4 a 0 per noi dopo 10 minuti, forse la miglior partenza degli ultimi anni della nostra squadra (complici anche le dormite difensive della difesa di Gianvito).

Questo tesoretto si rivelerà alla fine decisivo per il risultato finale. Gli avversari sono infatti più forti tecnicamente e tengono il pallino del gioco per tutto il resto della partita, con il Katenaccio che fa quel che può per ripartire. La strenua resistenza nella parte centrale (con Alberto dominante sul fortissimo centravanti avversario) e finale della gara, raggiunge il suo obiettivo: gli avversari ritornano fino al 6 a 4, ma sono poi due schiaffoni nel finale a chiudere definitivamente il match.

La notizia è che abbiamo battuto (di nuovo) una squadra che sembrava più forte di noi, e soprattutto che abbiamo vinto senza mediano titolare, con Vittorio che blocca una delle due fonti di gioco (l'altra, che veniva dalla nostra sinistra, fa impazzire Duni che però regge fino all'ultimo).

Andrea 7.5: ritorno eccezionale tra i pali del Katenaccio. Non è sicuramente una partita semplice. Gli avversari tirano (e sanno tirare) da ogni parte del campo e in ogni mezzo. Alla fine, però, i pericoli arrivano dall'area piccola, nei rari momenti di incertezza dei tre difensori. Ed è lì, nelle parate d'istinto, nei tiri a colpo sicuro presi chissà come, che il nostro portiere costruisce la vittoria.

Alberto 7.5: non è l'uomo stagnola Sky solo perché Marco fa delle cose pazzesche fino alla fine. Dopo tre minuti ha già segnato. E chi pensasse che sia stata solo una fortuita coincidenza da Scottish Premier League deve presto ricredersi. Segue alla lettera le indicazioni di capitan Duni, gioca praticamente a uomo sul centravanti e dopo quaranta minuti urla "non passa, non passa". Questa è la verità. Senza di lui sarebbero stati dolori.

Angelo 6: fa moltissima fatica a spingere sulla sua fascia, e quando ci prova si fa prendere dalla sua consueta voglia di strafare. È cercato anche troppo poco dai compagni di squadra, a dirla tutta. Le sue prove di dedizione tattica, in un ruolo non suo (il Katenaccio si chiama Katenaccio anche perché mette il suo numero 9 a fare il terzino destro...) sono comunque assolutamente ammirevoli.

Duni 6: il 75% della partita si svolge nella sua zona di campo. Le azioni del Katenaccio partono praticamente sempre con la palla tra i piedi (ed è tutto dire), le azioni degli avversari partono praticamente sempre dalla loro fascia destra (la nostra sinistra). Il capitano non riesce a emergere in nessuna delle due fasi, ed è spesso saltato da un avversario più forte, veloce e bello di lui. Ma a conti fatti, non fa grossi danni e salva la pellaccia.

Vittorio 6: nella follia tattica in cui siamo costretti dalle assenze può capitare che un'ala veloce e forte tecnicamente diventi Nando Gentile per un giorno. Si piazza sul regista avversario e non lo lascia più, annullandolo quasi totalmente. Se in difesa è encomiabile, in attacco non ne azzecca quasi nessuna, e lui è il primo a rendersene conto.

Vito 7: sono le 21.30 e lui è già alla seconda partita della serata (quante mazzate...). Questo sembra esasperare sia i suoi punti di forza che i suoi punti di debolezza. Punti di forza: piede caldissimo e capacità di inserirsi negli spazi. Punti di debolezza: pause troppo lunghe dal gioco. C'è però una grande novità rispetto al passato: l'intesa con Marco è ai massimi storici.

Marco 7.5 (premio Stagnola Sky): crescono gli indizi che portano dritti dritti a una conferma: sembrerebbe proprio la sua miglior stagione con i pettirossi. Il suo modo di giocare è molto cambiato rispetto a qualche anno fa. Il nostro centravanti è sempre meno Van Persie e sempre più Luis Suarez: dove non arriva con la chinessa arriva con la forza, dove non arriva con il tiro arriva con le sponde, dove non arriva per vie centrali arriva con la ricerca del fondo e il cross in mezzo. Completo, sempre più completo.

domenica, febbraio 23, 2014

12 febbraio 2014 - Katenaccio - Blue Schytes 4 a 2

È un anno positivo per il Katenaccio, e lo dimostra il fatto che riusciamo a vincere partite che negli scorsi anni avremmo perso, magari disunendoci a metà gara o dopo un gol preso casualmente.

La sfida contro i Blue Schytes è stato un capolavoro di ordine ed equilbrio. Costretti a giocare senza prime punte (ma con Vito e Riccardo bravissimi a sacrificarsi), con gli avversari che hanno fatto la partita praticamente sempre, siamo riusciti a portare il risultato a casa con la specialità della casa: il contropiede.

Velocità, errori degli avversari, difesa pressoché perfetta. Max ancora una volta dominante, Chila solidissimo (eccetto il primo gol), terzini reattivi. L'attacco avversario produce una mole di gioco notevole, ma è tutto sommato sterile. La lucidità del Katenaccio negli episodi fa la differenza. E dire che sul 2 a 1 ci siamo mangiati 4-5 chiarissime occasioni da gol...

Chila 6: sbaglia completamente il posizionamento sul primo gol di Nicola. Si aspettava un cross, viene infilato alle spalle. Per il resto non si perde d'animo, è chiamato a un paio di interventi difficili, per il resto basta una difesa tornata sui livelli di affidabilità molto alti (aspettando sempre il ritorno di Mimì)

Max 7.5 (premio stagnola Sky): altra prova impeccabile del nostro centrale, poi mediano, ora tornato centrale per esigenze tattiche. Gestisce in quasi perfetta solitudine la sfida con Antonio e le altre due punte dei Blue Schytes, spazza l'area di rigore e si frappone, spesso fisicamente, alle avanzate avversarie. Alla fine, per l'economia della partita, risulta decisivo.

Angelo 6.5: sempre meglio in un ruolo non suo, sempre più bravo a trovare la posizione, sempre meno indugiante in giochini palla al piede o passaggi sparati per la fretta. Non può sfruttare a pieno la sua velocità nello stretto, ma lo scatto che tutti noi conosciamo torna utilissimo per fare le diagonali o recuperare dopo le avanzate delle ali in contropiede.

Duni 6.5: un passo indietro rispetto alla prestazione precedente, ma non sbaglia neanche questa partita. Più corsa, più spinta in attacco, meno lucidità in difesa, ma fa comunque blocco con Max e Angelo e aiuta la difesa a reggere nei momenti più difficili della gara. Spesso è totalmente solo sulla fascia, ma i compagni di squadra non si fidano dei suoi piedi (come dar loro torto...)

Pierpaolo 6.5: porta a casa il derby contro suo fratello, e questo conta. Fa un partita equilibrata, cerca sempre di essere nel vivo dell'azione, ma gli avversari lo conoscono, lo conoscono benissimo, e lui sembra far molta più fatica del solito a trovare gli spazi. Ha anche qualche problema a dialogare con un attacco senza punti di riferimento. La sua presenza in mezzo al campo dà comunque un enorme contributo di ordine e sicurezza.

Riccardo 6.5: si è costruito un ruolo tattico che gli piace moltissimo (una specie di numero 10 'fisico') ma che richiede uno sforzo fisico immenso. E così la sua prova, assolutamente positiva, presenta allo stesso tempo diverse pause. Avrebbe potuto e dovuto chiudere la partita, ma divora almeno un paio di gol a tu per tu con il portiere. Sarà interessante rivederlo con Marco in campo, i suoi inserimenti con la sponda del centravanti potrebbero risultare assai preziosi.

Vito 7: è il solito Vito. A volte sembra sparire dal campo, limita il pressing a poche qualificatissime circostanze, ma quando poi riesce a trovare lo spazio e la misura, lascia un segno indelebile sulla partita. Due gol, uno bellissimo, la sua presenza praticamente fissa nelle ripartenze, ancora meglio quando gioca da prima punta, un ruolo decisamente non suo, ma che lui interpreta nel migliore dei modi possibili. È il vice-stagnola.

domenica, febbraio 09, 2014

5 febbraio 2014 - Katenaccio - FaFà and Friends 10 a 2

Che sia un anno buono per il Katenaccio lo si era capito da tante cose. Vittorie contro avversari più forti sulla carta, squadra che gioca a calcio, addirittura qualche passaggio di prima. Ma mercoledì è successo l'imponderabile: abbiamo vinto i rimpalli!

I pettirossi avevano già chiuso la pratica contro FaFà and Friends (in realtà senza FaFà, bloccato a casa) dopo 10 minuti. Un 4 a 0 contro un avversario che neanche un mese fa ci aveva costretto alla più umiliante sconfitta della stagione aveva sorpreso persino noi stessi. Gli avversari non sono mai rientrati nella gara, anche grazie a una prova di squadra praticamente senza intoppi. Grande partita di Ciccio, tornato tra i pali del Katenaccio e protagonista di due miracoli in mezzo a una partita sostanzialmente sonnacchiosa, della difesa (guidata da uno strepitoso Max), del centrocampo dai piedi buoni (Pierpaolo + Riccardo) e da Antonio, alla prima con noi, bravo sia a segnare che a giocare con i compagni.

Ciccio 7: per prendere due gol c'è stato bisogno di un rimpallo in area di un contropiede. Per il resto la sua prova è solidissima. Fa sempre la cosa giusta quando si riparte dai suoi piedi e dalle sue mani, ed è più che reattivo quando è chiamato al disimpegno a breve distanza. Aveva premesso "non sono in forma": ad avercene.

Max 7.5 (uomo stagnola Sky): in una partita dove quasi tutti avrebbero meritato questo premio, e dove l'attacco ha fatto 10 gol, è un po' strano che il migliore in campo sia il nostro centrale. Però la sua partita è goduria pura. Non sbaglia praticamente niente: dove non arriva con il suo arcinoto fisico ci arriva con la tattica e le diagonali. Aspettando il rientro di Mimì, le torri difensive del Katenaccio iniziano davvero a divertirsi.

Angelo 7: è assolutamente decisivo a inizio gara, cioè nel momento in cui, di fatto, la partita viene messa in ghiacciaia. Un gol, un assist, sempre alla ricerca del fondo sulla fascia destra. Nella parte centrale del match è il difensore che soffre di più (ma non essendo lui difensore, bisogna solo ringraziarlo). Nel finale, complice lo scoramento degli avversari, riprende a fare il bello e il cattivo tempo, e perfeziona la doppietta.

Duni 7: supera una serie di record personali. Palloni giocati (si parte spesso da sinistra) e passaggi riusciti (sempre meno della media mondiale). Sulla fascia soffre molto relativamente l'esuberanza atletica degli avversari, riesce anche a spingere con regolarità. L'intesa con Max è ottima, quella con i mediani pure. Il capitano firmerebbe per ripetere una partita così.

Riccardo 7: rientra in squadra dopo tanto, troppo tempo e lo fa con grande personalità. Sempre nel vivo del gioco, anche cinico in alcuni casi, quando è chiamato a cercare direttamente la porta. Forse torna un po' meno del suo "gemello" Pierpaolo, ma è davvero poca cosa in una partita comunque assolutamente positiva.

Pierpaolo 7.5: alla terza azione in cui vince tre rimpalli di seguito, gli avversari iniziano a bestemmiare ad alta voce. Ha meno responsabilità nella costruzione del gioco (il Katenaccio usa davvero tutta la squadra per arrivare in porta, come raramente succede), ma ciò non toglie la sua consueta capacità di impattare sulla gara. Dove non arriva con l'assist, arriva, appunto, con il rimpallo. È pronto per il derb di mercoledì.

Antonio 7.5: buonissima la prima del centravanti "di peso" in sostituzione di Marco (assente) e FaFà (assente, ma in teoria avversario). Dotato della rara combo (almeno dalle nostre parti) fisico + tecnica, riesce spesso e volentieri ad arrivare alla porta e dove non ci riesce gioca con piacere con i compagni. Forse avremmo vinto anche senza di lui, ma con lui è stato tutto più facile. 

sabato, febbraio 01, 2014

29 gennaio 2014 - Katenaccio - Gianvito and Friends 7 a 5

Il Katenaccio torna al successo in una partita nient'altro che banale contro Gianvito Rutigliano e la sua compagine, storicamente ostica, anche senza i funamboli spagnoli che ci riservarono un paio di umiliazioni nella scorsa stagione.

Partita piuttosto bruttina tecnicamente, però tiratissima e molto avvincente. Gli attacchi molto più forti delle difese, alla fine abbiamo prevalso noi, con un gol pazzesco di Marco (premio stagnola Sky, anche solo per la ciliegina sulla torta finale). La partita la facciamo noi, ma sbagliamo troppo negli ultimi metri. Gli avversari in contropiede sono pericolosissimi, il loro centravanti è forse tra i 3,4 giocatori più forti mai incontrati dal Katenaccio. Prende in giro sia Duni che Max. Ma non è sufficiente. La difesa regge stoicamente, l'attacco capitalizza i numerosi errori avversari, il Katenaccio porta a casa una sfida che fa gridare vendetta agli avversari (che infatti ci hanno subito chiesto una rivincita).

Gianluca 6.5: partita costantemente su un doppio binario. Alterna partite strepitose ad alcuni cali di tensione, soprattutto sulle palle inattive, che ci causano almeno un paio di gol evitabili. Detto questo, resta un ottimo portiere e viva il Katenaccio che ogni tanto riesce a schierarlo.

Max 6: nessuno vorrebbe essere al posto suo. Di fronte ha un avversario alto quanto lui, più agile, tecnicamente strepitoso, a cui basta vincere due contrasti diretti in un'ora per fare due gole. Dalla sua c'è il merito di non mollare di un centimetro per tutta l'ora, di non farsi mai prendere dallo sconforto per le infilate, i rimpalli, gli uno contro uno persi, e di garantire una continuità di rendimento alla fine decisiva per le sorti dell'incontro.

Vito 6: gli vediamo fare delle cose inumane con il pallone. Controlli a scorpione, recuperi, giochi palla al piede. La prestazione è ampiamente sufficiente, però a fine partita resta poco se non il tentativo di giocare il pallone sempre con qualità (e con risultati abbastanza scarsi), e più di un problema in fase difensiva, da socializzare con i compagni di reparto.

Duni 6.5: al minuto 5 è già sulle ginocchia a raccogliere margherite dopo un dribbling devastante sulla fascia che causa il pareggio degli avversari. Superato l'incubo iniziale, è un crescendo. Fa un'enorme fatica a reggere la fascia contro attaccanti più veloci e forti di lui, ma alla fine riesce a contenere gli avversari. Impreziosisce il tutto con un gol di testa, un assist e un paio di pressing determinanti per altrettanti gol.

Pierpaolo 6.5: poteva essere 8, ma pecca di troppo egoismo. Poteva fare due o tre gol da annali del calcio, ma sbaglia in fase di tiro. Poteva passare tante volte e forse aiutarci a chiudere la partita, ma ne dribbla 2, 3, 4 per poi far finire tutto in un nulla di fatto. Il suo talento non si discute, la percentuale di vittorie del Katenaccio con lui in campo nemmeno. Però a sto giro ci ha regalato una razione extra di sofferenza.

Boezio 6.5: premette di non essere in forma e ogni tanto si vede. Basta un passaggio impreciso per mandarlo fuori giri. Ma sarebbe folle non riconoscergli tutti i meriti per ciò che fa quando ha il pallone tra i piedi (e succede spesso). Gol da giocatore di biliardo, piedi buoni, grandissimo senso della posizione. Fa fatica, ma alla fine è decisivo.

Marco 7 (uomo stagnola Sky): non è la sua miglior partita. Gioca bene con i compagni, ma in area fa un po' fatica. Però c'è lo svarione del difensore, e lui segna, e mette la prima. C'è il passaggio in orizzontale da sinistra, lui si infila, e mette la seconda. C'è il "Marvulli campo 3 Orario", le luci si stanno spegnendo, siamo avanti di un gol solo, lui prende palla da sinistra, si fa tutto il campo, arriva a destra, tira da casa sua, segna un gol impossibile, urla "Mamma mia". E ha perfettamente ragione.


sabato, gennaio 25, 2014

21 gennaio 2014 - Katenaccio-Nardullese 1 a 4

Arriva una sconfitta per il Katenaccio, netta quanto sostanzialmente inevitabile. Il 4 a 1 inferto dalla Nardullese è giusto per ciò che si è visto in campo, ma non racconta bene il sostanziale equilibrio nel risultato, rimasto in bilico fino a un quarto d'ora dalla fine grazie all'arcigna resistenza della difesa.

I pettirossi, decimati a causa delle assenze (anche dell'ultima ora) stravolgono la loro formazione tipo inserendo due innesti totalmente nuovi sulle fasce laterali (Dario del Rosafante a sinistra; Fulvio Totaro a destra) e riconvocando Cruz dopo più di un anno di assenza. Gli avversari, invece, si presentano in formazione praticamente titolare, con la pericolosissima copia Bastè-Cacio in avanti.

Ci vogliono 25 minuti e una deviazione di Marco su un tiro da fuori di Bollitos per sbloccare il risultato, e ci vuole un eurogol di Cruz per trovare la nostra via della porta. Incredibile l'autogol di Dario che fissa il risultato sul 2 a 1 e dà una mazzata molto forte al morale dei nostri, che sognavano di fare il classico colpaccio katenacciaro: un'ora in difesa e un gol a culo.

Max scoppia fisicamente, la squadra si sfarina, arriva il 3 a 1. Game over, il 4 a 1 è l'ovvia conseguenza ma nel finale il passivo potrebbe allargarsi ancor di più. Niente da rimproverare ai ragazzi, che sono rimasti aggrappati alla partita sebbene fossero chiaramente meno forti degli avversari.

Chila 6.5 (premio stagnola Sky): se un portiere è il migliore in campo, si capisce già molto dell'andamento di una partita. Se il portiere è il migliore in campo dopo una sconfitta per 4 a 1, si capisce ancor di più. È per buona parte grazie al suo istinto se si riesce a restare in equilibrio, quasi fino alla fine. Totalmente incolpevole sull'autogol e mezzo che determina l'incontro, prende un gol sotto le gambe (il 3 a 1) che alla fine si rivelerà la tomba dell'incontro.

Fulvio 6: alla prima assoluta con il Katenaccio, non poteva iniziare da una sfida più difficile. Gli avversari ci sovrastano fisicamente e noi dietro ci sistemiamo con tre ragazzi di buona volontà. Lui, in ogni caso, fa bene il compito assegnato: chiude, copre, non commette grossi errori, non lascia troppi spazi. Nel finale prova timidamente a spingere. Di più non si poteva.

Duni 6: buttato nella mischia da difensore centrale (ma non si poteva fare diversamente) gioca una partita al di sopra delle sue stesse aspettative, riuscendo (anche con una serie di pallonate in varie parti del corpo) a difendere la porta di Chila. A metà gara fa i suoi primi venti minuti da mediano di centrocampo per sostituire Max e realizzando quanto sia importante e difficile quel ruolo. Una sbavatura piuttosto rilevante sul terzo gol di Cacio gli fa perdere mezzo punto.

Dario 5.5: inizia con il piglio giusto, combatte, spinge, si propone. Lo spartiacque del suo incontro è, abbastanza chiaramente, il clamoroso autogol che compromette in buona parte le speranze del Katenaccio di buttarla in caciara alla ricerca di un risultato positivo. Da quel momento in poi, anche a causa di un calo fisico generale, ne azzecca molte di meno.

Max 5.5: non è la sua partita e lui è il primo a rendersene conto. Fisicamente non è a posto, quando servirebbe un autentico leone, e non è un caso se il primo gol arriva con un tiro da fuori e il grosso delle azioni pericolose arriva con conclusioni centrali o verticalizzazioni. Prova centrale, chiede addirittura il cambio. Un peccato, in condizioni fisiche ottimali si sarebbe esaltato in una sfida tosta come questa.

Cruz 6: così lo lasci, così lo trovi. Una grande notizia per i suoi fan, la solita delusione per i suoi detrattori. Fa e disfa da solo. Prende un palo pazzesco da quasi metà campo sullo zero a zero, inventa un gol meraviglioso dopo aver dribblato mezza squadra avversaria e piazzandola nell'angolino, ma perde anche una marea di palloni a centrocampo in fase di impostazione. È un lusso, perché quei piedi sono lussuosi, ma non sempre possiamo permettercelo.

Marco 5.5: non è aiutato né dai compagni, poco propositivi in fase offensiva, né dall'avversario (Ciccio è il doppio di lui e non è dolce di sale). Quindi il poco spessore offensivo del Katenaccio non può essere attribuito del tutto a lui. Allo stesso tempo non è riuscito a tirar fuori il cilindro, la singola giocata, il lampo che in questi mesi, anche nelle sfide più dure e nella solitudine più totale al centro dell'attacco, era diventato il suo marchio di fabbrica. 

sabato, gennaio 11, 2014

9 gennaio 2014 - Katenaccio - Rosafante 9 a 1

Anno nuovo, squadra nuova, o qualcosa del genere.

In realtà in campo c'è il giusto mix di senatori e nuovi innesti, ma ciò che colpisce è il modo di stare in campo. Uno dei migliori Katenacci di stagione, forse uno dei migliori Katenacci degli ultimi tempi, porta a casa un pienissimo 9 a 1 contro un avversario storicamente ostico contro il Rosafante.

Ciò che colpisce, rispetto al solito e rispetto ai nostri difetti congeniti, è la tenuta nella gara. Raramente i pettirossi hanno avuto lo stesso livello di intensità per sessanta minuti. Oramai stava diventando ricorrente una tendenza a giocare splendide prime parti di gara per crollare nel finale, o al contrario si entrava molli in campo e ci si risvegliava quando era troppo tardi.

Questa volta, invece, c'è stata al massimo una pausa di intensità di cinque minuti a cavallo dell'unico gol subito. Per il resto, il Katenaccio ha giocato sempre come se si fosse sullo zero a zero. E dire che il pallino del gioco lo ha tenuto in mano il Rosafante quasi sempre, ma il grande numero di passaggi, tagli, corse sulle fasce e iniziative centrali degli avversari è stato poco più che sterile, mentre i pettirossi hanno potuto orchestrare nel miglior modo possibile, cioè in contropiede, e sono stati letali in due fondamentali. 4 gol su 9 sono derivati da disattenzioni difensive: errore dei Rosafante uguale gol fatto, praticamente al 100% dei casi. Altri 4 gol sono derivati da azioni in massimo tre tocchi. Scarico laterale, corsa, alleggerimenti, cross al centro e tapin vincenti spesso a pochi metri dalla porta. Il restante gol è una prodezza individuale di uno straripante Carofiglio.

Dietro Chila tiene botta senza grossi problemi, e la difesa fa molto meglio rispetto alle ultime uscite.

nb. a fine anno ci siamo presi un sacco di mazzate dagli amici di Fabio Fanelli in un bellissimo matinée al Free Time con un sole quasi primaverile. Non è che non abbiamo fatto le pagelle per reticenza, ma solo perché non ci siamo organizzati. 

Chila 7: questo tipo di partite è solitamente velenoso perché i pericoli arrivano raramente e in modo piuttosto casuale. Però il portierone c'è e si vede almeno in un paio di interventi bassi decisivi. Solo lui poteva andare a litigare con l'attaccante avversario (pur avendo ragione) a fine gara, sul 7 a 1. È il nostro Balotelli.

Vittorio 6.5: il ragazzo è forte, ha i piedi, ha intensità, corre come un pazzo, è perfetto per il Katenaccio. Ma non sempre sembra trovarsi a suo agio con compagni di squadra tarati da anni a giocare come se fossero in Scottish Premier League e non come se fossero nelle difese della Juve di Conte. Parte terzino, un ruolo non propriamente suo, fa il bello e il cattivo tempo con Chelino sulla fascia, ma alla fine perde troppi palloni avanti e paradossalmente fa meglio dietro.

Angioletto 6.5: partita a due velocità. All'inizio è praticamente perfetto, nella prima mezz'ora è probabilmente il migliore dei nostri. E lo è perché è ordinato. Fa il suo compito, perfetto nei ripiegamenti, non cerca cose troppo difficili, non ha la sua consueta fretta di strafare. Alla distanza, vuoi per stanchezza o vuoi per insofferenza in un ruolo non suo, inizia a cercare di alzare il suo ritmo ma in realtà va fuori giri. Partita comunque assai apprezzabile.

Duni 6.5: gioca centrale perché non può fare diversamente (Mimì, torna presto, che faccio fare brutta figura), negli ultimi due anni è successo spesso. È lento, fuori forma, timido, impacciato, con problemi di coordinazione. Eppure, non si sa bene come, con generosità e un briciolo di saggezza tattica, guida la difesa con ordine. Alla fine il tabellino del risultato finale parla molto chiaro e promuove il capitano.

Chelino 7: fisicamente è il miglior Carofiglio di sempre. Tra l'apnea, gli allenamenti e i grandi sforzi fuori dal campo (Stagnola!) ci mancherebbe altro. Quando riesce a non mettersi fretta da solo, è semplicemente devastante. Raggiunge il fondo un'infinità di volte. L'ultimo passaggio non sempre riesce, ma quando c'è, è quasi sempre gol perché mette l'attaccante solo davanti al portiere. Il suo gol è certamente il migliore del match.

Pierpaolo 7.5: non so come la pensino i miei compagni di squadra, però la partita di giovedì è stata illuminante dal punto di vista tattico e strategico. La prestazione del nostro regista avanzato è la conferma, se mai ci fosse bisogno, che il Katenaccio non darà mai il massimo senza un centrale di centrocampo. Si vince più facilmente con Pier, con Puma, con Max lì in mezzo (figurarsi con due di loro insieme). Quando Pier ha il pallone tra i piedi, è quasi come metterlo in cassaforte. Offre sempre due soluzioni di tiro e passaggio. Fondamentale.

Marco 7.5: sta giocando forse la sua migliore stagione con il Katenaccio. Il Rodrigo Palacio di Via Campione (nel senso che lo lasciamo da solo in mezzo a quattro difensori e gli diciamo 'veditela tu') è molto cambiato rispetto al passato. Prima era l'ala che tirava i terra-aria e ti risolveva le partite così. Ora è prima punta di enorme sacrificio, fa gol meno belli, ma ne fa anche molti di più... il tabellino a questo giro dice cinque, e dice anche che per questo è il migliore in campo.

giovedì, novembre 21, 2013

Katenaccio - Divani: 9 -4

Sfida che mancava da un Po per il Katenaccio, che anche con molte defezioni e senza un portiere decide di presentarsi sul campo ad 8.
La partita si mete da subito sulla strada giusta, dopo i primi 5 minuti in difesa(causa turnazione portiere) Max sale a centrocampo e in 5 minuti recupera due palloni: il primo lo mette dentro lui, il secondo è un assist per Pierpaolo.
I 20 minuti successivi sono tutti di Pierpaolo che da solo è capace di mettere a sedere l‘intera difesa avversaria e battere il portiere avversario con tocchi sopraffini.
Su risultato già acquisito c'è spazio per le numerose recriminazioni di falli degli avversari che spezzettano non poco il gioco; il fine partita è più una chiacchiera continua che una reale partita di pallone!
La partita si chiude sul 9a4 finale anche con i gol di Antonio( in prestito dall'apecorina) e Angelo che lascia la squadra in 7 a controllare il risultato gli ultimi 10 minuti per un leggero infortunio alla caviglia.

Giovanni 6,5: il voto non è altissimo perché di compiti da fare ne ha ben pochi, causa la leggerezza in attacco degli avversari.

Vittorio 6,5 : molta corsa, molta grinta, a volte anche troppa grinta! Ci mette come sempre tutto l'impegno contrastando gli avversari con le buone e on le cattive. Per il nervosismo regala un rigore agli avversari sul finale di partita.

Simone 6,5 : bene in difesa e quando spinge, ma oggi gli manca il gol; lo cerca spesso ma o si intestardisce troppo o il portiere avversario para finendo quindi in un nulla di fatto

Angelo 7: mezzo voto in più per il gol e perché è l'unico della squadra che ad ogni cambio in porta deve cambiare ruolo, adattandosi sempre al meglio. Stavolta è anche meno frettoloso in possesso di palla

Graziano 6,5: fa il suo compito a dovere cercando di equilibrare un Po la squadra e mettendo ordine alle ripartenze. Nel finale si spegne leggermente soprattutto quando la squadra rimane in 7

Max 7 : apre e chiude la partita; per il resto normale amministrazione in un centrocampo molto libero di avversari.

Pierpaolo 8( premio STAGNOLA SKY): gli avversari possono anche valere poco, ma da solo è capace di passare ben 5 giocatori in almeno cinque occasioni, cosa non da poco! Segna, fa assist, copre in difesa... completo!

Antonio 6,5: buon lavoro di sponda, ma a volte troppo testardo o impreciso; davanti ha il compito di lottare col fisico, cosa che gli riesce alla perfezione.

venerdì, novembre 15, 2013

Katenaccio - Lapecorina 5 a 10

Sconfitta netta del Katenaccio nella sfida con i neo-cugini de Lapecorina.

Partita quasi mai in discussione: gli avversari sono più forti da tutti i punti di vista, soprattutto tattico ma anche tecnico e atletico. Noi abbiamo troppe defezioni: fuori Chila, Mimì per lungo tempo, un difensore centrale di ruolo (fuori anche Alberto e Abba) e dall'altra parte ci sono pezzi pregiati del Katenaccio di questi mesi, in particolare Pierpaolo e Simone.

Entrambe le squadre sono senza i portieri. Questo per noi è devastante: almeno sei gol sarebbero stati evitati solo se avessimo avuto qualcuno di decente tra i pali. Gli avversari, invece, riescono a difendersi molto meglio da questo punto di vista.

La partita finisce molto presto dal punto di vista del risultato, con il Katenaccio che si tiene a -3, -4 gol e che puntualmente subisce il punto degli avversari non appena riesce, a fatica, a segnare.

Noi, tra rotazione in porta e cambi troppo frequenti nei ruoli (gente che si sposta da difensore ad attaccante e viceversa nell'arco di pochi minuti), non riusciamo a fare l'uovo. L'impegno c'è però fino all'ultimo, ed è l'unico lato positivo di una partita assolutamente sfortunata.

Max 6: è il solito lottatore e prova fino all'ultimo a tenere la squadra in gioco. Parte centrale di difesa, e non sfigura assolutamente. Poi, nel tentativo disperato di dare una mano nella fase offensiva assolutamente priva di coordinamento, si butta in avanti ma con risultati non troppo visibili. Alla fine torna in difesa nel finale, il momento in cui il Katenaccio gioca meglio ma quando è già troppo tardi.

Vittorio 5: commette due errori letali che causano altrettanti gol e questo ovviamente condiziona tutta la valutazione. Vorrebbe dare una mano alla squadra partendo dalla destra, ma si innervosisce molto presto perché i compagni non giocano come vorrebbero, e a quel punto tenta con entusiasmo ma pochi risultati di muoversi e scorazzare per il campo. Non la sua partita.

Duni 6: parte terzino e contro Simone è dura per chiunque, specie per quelli lenti e scarsi. Da centrale salva il salvabile, spesso in perfetta solitudine e con la squadra totalmente sbilanciata in avanti. Poi torna terzino tra sofferenze e qualche tentativo di ripartenza. Nella disgrazia generale, è uno dei meno peggio.

Angelo 4.5: i soliti difetti (testa bassa, passaggi frettolosi o sbagliati, avvitamenti in mezzo a due-tre avversari), senza i soliti pregi (scatto nel breve, gol in situazioni complicatissime, recuperi del pallone altrettanto complicati). Quando gli errori sono a metà campo, come troppo spesso accade, sono mezzi gol regalati agli avversari.

Boezio 5.5: sinceramente molto meglio dietro che avanti. Da difensore combatte fisicamente nell'uno contro uno e quasi vince il suo confronto diretto. Avanti prova a fare quello che può con i suoi buoni piedi, ma mancano i colpi di genio che spuntano quasi sempre a ogni partita.

Vito 5.5: quando ha la palla tra i piedi dà sempre la sensazione di poter fare la differenza. Ma accade troppo poco spesso, e soprattutto è troppo poco combattivo quando se la fa soffiare. Questo allunga fatalmente la squadra e non ce lo potevamo permettere. In più sbaglia un paio di gol abbastanza semplici. Non si perde di certo per colpa sua, ma avevamo bisogno di una sua grande prestazione per stare in partita.

Marco 6: gioca meno palloni del solito, e li gioca tendenzialmente peggio del solito, ma si fa nel mazzo come suo solito, con la differenza che stavolta è solo anche dal punto di vista fisico e che ha un reparto arretrato che più alto, più grande e più grosso di lui. Alla fine viene a fare il terzino e la squadra, paradossalmente, sembra quasi migliorare. Ma è troppo tardi.